Commenti ricevuti
Da: Dr.ssa Rosa CAPOZZI Responsabile Biblioteca CNR-IAC, cod. ACNP: BA161 Responsabile Biblioteca CNR-Area della Ricerca di Bari
Testo: sono per la non chiusura della Biblioteca sia per il disagio che si arrecherebbe all'utenza sia perchè si sta organizzando l'importante convegno del 26 e 27 giugno prossimi. Un cordiale saluto. Rosa Capozzi
Da: Angelo Amoroso d'Aragona per l'Associazione di promozione sociale RECIDIVI Rete del cinema del digitale e del video di Puglia e BasilicataTesto: Ho aderito immediatamente all'appello, appena appreso che l'Ufficio di Presidenza del Consiglio della Regione Puglia aveva deciso di chiudere temporaneamente la Teca del Mediterraneo trasferendola in Fiera. Ho anche subito promosso una mobilitazione della nascente Associazione di Promozione Sociale RECIDIVI che già raccoglie molti soggetti impegnati in Puglia e Basilicata nella formazione sull'audiovisivo e nella conservazione dei suoi prodotti e manufatti. Riemerge infatti la necessità di far capire la differenza tra azione di conservazione e formazione di un pubblico. La prima si può pensare di svolgerla bene anche in un luogo come il Quartiere Fieristico di Bari, dove anche noi ci stiamo collocando fisicamente, contigui e in sinergia con il nascente Cineporto di Bari voluto dalla Apulia Film Commission. Non possiamo quindi che augurarci una sinergia tra Cineporto e altre strutture, Recidivi compreso. Altra cosa è far nascere e crescere Mediateche di pubblica consultazione, Public Libraries, dove la cittadinanza abbia libero accesso alla conoscenza che siano libri, riviste, giornali o video e il web, incluso film e documentari. Sin dai sui primi passi avrei voluto il massimo impegno tra i RECIDIVI perchè si chiedesse la destinazione d'uso della ex Caserma Rossani come spazio ideale per la nascita di una Cineteca pubblica, di una Casa del Cinema che non fosse museo o conservazione ma luogo di incontro e di formazione del pubblico e dei potenziali operatori professionali e artistici del settore. Questa idea mi era nata conoscendo proprio la Teca del Mediterraneo, già collocata di fronte alla Caserma Rossani, e raccogliendo il disappunto e il disagio di chi ci lavora costretti in spazi inadeguati ma comunque pieni di un pubblico sia di studenti sia di semplici cittadini. Di spazi come questi dovrebbero esisterne uno per quartiere e invece oggi si decide di chiudere l'unico che c'é! Nel recente incontro in Fiera per Puglia Creativa Maria Abenante della Teca del Mediterraneo sollevava il problema con il Sindaco di Bari Michele Emiliano. Perché Bari non ha una biblioteca di pubblica lettura? Emiliano rimase spiazzato dalla domanda non capendo cosa fossero allora le tre Biblioteche di Bari. Nessuna di queste è infatti un luogo dove il pubblico entri per leggere e vedere quello che vuole, con libero accesso alla conoscenza. Sono invece luoghi di conservazione e comunque l'esperienza della Biblioteca Nazionale con la Cittadella della Cultura testimonia quanto sia errato collocare queste strutture lontano dal centro vitale della città e senza le infrastrutture necessarie sia a renderle raggiungibile sia fruibili come luoghi di socializzazione. Sono questi temi su cui RECIDIVI prenderà urgentemente l'iniziativa, oggi ancora meglio di ieri essendoci costituiti come Associazione di Promozione Sociale con un radicamento interregionale in Puglia e Basilicata e con molti aderenti attivi nel campo della conservazione. Quindi non solo firmeremo gli appelli per la non chiusura temporanea degli attuali locali della Teca del Mediterraneo ma appena costituiti (l'Assemblea Costituente è fissata per il 5 giugno) ci attrezzeremo insieme alla Teca del Mediterraneo per un appello a Comune Provincia e Regione per un'azione congiunta sulle Public Libreries (Mediateche di pubblica consultazione) e per la formazione di personale specializzato sia nella catalogazione sia nella conservazione e restauro dei beni audiovisivi. Avendo postato queste mie considerazioni nel social network di RECIDIVI ho raccolto questi due commenti:- Condivido quanto detto e scritto da Angelo, sottoscrivo e approvo l'appello di Vito Attolini, Bepi Aquaviva e Alfonso Marrese, mi associo alla protesta. Firmato: Pino Guario- ..siamo d'accordo e spaventati quando si toccano luoghi di cultura per il territorio... Firmato: Ass.Cult. LatarantolaAltri commenti e altre firme sono poi arrivati direttamente sul sito della Teca del Mediterraneo.
Da: Prof. Claudio Maria Pegorari, Preside, Provincia di Brescia
Testo: Io credo che il Consiglio Regionale della Puglia non si renda conto della unicità della realtà che si è costruita fra le sue braccia. Dall'essere come altre 19 in Italia "Biblioteca del Consiglio Regionale", la Teca è ormai vissuta dall'Utenza come "la Biblioteca della Regione", è diventata luogo di studio e di incontro, promotrice di eventi di rilevanza nazionale e internazionale. Oggi sulla Teca del Mediterraneo convergono, e dalla Teca stessa ripartono, potenti percorsi culturali e di analisi scientifica che trascendono e nobilitano ulteriormente l'originaria funzione istituzionale della "Biblioteca del Consiglio". Teca è oggi una realtà che potenzia l'immagine della "Regione Puglia" intesa sia come Luogo che come Istituzione. La sua stessa Carta dei Servizi è assolutamente unica nel suo genere, per contenuti, spirito e intenzionalità di comunicazione. Mi meraviglio che il Consiglio Regionale non si sia ancora chiesto come mai intellettuali e utenti si stiano appellando contro la sua chiusura o il trasferimento in luoghi improbabili (che ne è l'equivalente "in doppiopetto"). Ritiene, il Consiglio, che un movimento analogo si potrebbe mai verificare per esempio in Lombardia, dove vivo da trent'anni, per una Biblioteca che nella settimana apre 23 ore (contro le oltre 50 ore di Bari), che effettua prestiti solo ai Consiglieri Regionali, non è certo frequentata da un centinaio di utenti al giorno e non promuove alcun evento o azione culturale? Ma altrettanto si potrebbe dire della Biblioteca del Consiglio Regionale del Lazio (che peraltro apre ancora meno); ed è superfluo proseguire nell'elenco. E' evidente che la Teca del Mediterraneo si è data e persegue una "mission" di ben altro spessore ed è all'avanguardia in Italia. Ciò dovrebbe, a parer mio, essere dal Consiglio Regionale riconosciuto e rivendicato con orgoglio, ulteriormente sostenuto e potenziato. ...Ma forse, la mia Bari lontana ricomincia a temere la propria qualità e l'eccellenza che lei stessa ha costruito.
Da: Lino Angiuli
Testo: In merito ai problemi che potrebbero compromettere il presente e il futuro della Teca del Mediterraneo, va detto che nessun aspetto di natura burocratica o amministrativa può e deve ostacolare il pieno svolgimento di un servizio e di una attività rivolta allo sviluppo culturale dei pugliesi, soprattutto se tale servizio ha dato prova di efficienza ed efficacia costantemente e qualitativamente assicurate nel tempo. Lo sviluppo di una società si produce e misura con la presenza dei presidi culturali che essa stessa riesce a tenere in vita attraverso le pubbiche istituzioni.
Da: Mario Musumeci Centro Sperimentale di Cinematografia Cineteca Nazionale, Ufficio Studi e Metodologie Conservazione e Restauro
Testo: Da meridionale trapiantato – ma non immemore – so quanto
contino centri come la Teca per ossigenare il tessuto sociale e culturale
del Sud.
Tutto il mio sostegno alla richiesta di non penalizzare una struttura come
la biblioteca e la sua utenza.
Da: Hédi Bouraoui, Membre de la Société Royale du Canada, Ecrivain en Résidence, Stong College, York Université, Toronto, Canada.
Testo: Je suis vraiment désolé d'apprendre la possibilité de fermeture de la TECA et de son éventuelle déplacement du cente de Bari. Ce serait catastrophique pour une institution qui a accompli un travail formidable de promotion de la culture pugliese en particulier et méditerranéenne en général. J'ai eu l'occasion de participer au lancement de La Puglia à Bras ouverts, mon récit traduit en italien, et en anglais, en plus de l'original français. Le Directeur Waldemaro Morgese et ses collaborateurs ont organisé une magnifique séance inoubliable qui a rassemblé le public, les universitaires, les hommes et femmes politiques, les lecteurs... Bref un évènement qui a reçu une couverture médiatique extraordinaire. Cette séance n'aurait pas pu avoir lieu, si les efforts du Directeur et de son personnel étaient éloignés du Centre de Bari. Il est crucial de garder le service de cette institution pour le bien de tout un chacun. Je vous prie, Monsieur le Directeur, de bien reconsidérer votre position, car il ne faudrait pas priver la TECA de son rayonnement central dans la ville, la province, la région, le monde méditerranéen. Avec mes respectueuses salutations.
Da: Prof. Nicola D'Ambrosio - Università di Bari
Testo: Gentile Direttore,
La notizia della paventata chiusura della Teca del Mediterraneo, anche per
un breve periodo, mi lascia sgomento. La Teca del Mediterraneo, grazie
all'impulso del suo direttore, il dott. Waldemaro Morgese, dei suoi
collaboratori, delle associazioni ad
essa collegate, è diventata il cuore pulsante della città, un
punto di riferimento della nostra identità.
La sua posizione è centrale nella vita culturale di Bari, della sua
provincia e della Regione Puglia; il suo trasferimento in una zona
eccentrica le farebbe perdere la sua centralità anche geografica, nuocerebbe
al suo rapporto con i lettori e con i frequentatori della Teca. La Teca
rischierebbe di non essere più quel lievito capace di animare la nostra
Terra.
Da: Daniele Maria Pegorari
Professore aggregato di Letteratura italiana contemporanea
Facoltà di Lettere e Filosofia di Bari
Testo: Desidero sottolineare con forza la sproporzione fra la pur legittima segnalazione di inadeguatezza logistica della struttura attualmente ospitante la Biblioteca multimediale del Consiglio regionale della Puglia "Teca del Mediterraneo" e la necessità di tener viva una delle più straordinarie, coraggiose ed efficienti realtà culturali "istituzionali" non solo della città, ma dell'intera Regione e, addirittura, del Mezzogiorno. Grazie alla lungimiranza progettuale del suo direttore, il dott. Antonio Waldemaro Morgese, al lavoro di un ristrettissimo gruppo di dipendenti dell'Ente Regione, e con il concorso indispensabile e insostituibile di una cooperativa di servizi culturali e di un'associazione onlus, preziose non solo per l'apporto di energie e per la professionalità altamente qualificata negli ambiti della biblioteconomia e della documentalistica, ma anche per la creatività con cui hanno accompagnato la trasformazione dell'Ufficio di riferimento, in poco più di dieci anni una struttura concepita esclusivamente ad uso e consumo limitatissimo dei consiglieri e, forse, dei dipendenti regionali è divenuto un punto di riferimento di una sempre più vasta comunità di utenti (lettori comuni, professionisti e studenti universitari in massima parte). L'eccellenza di "Teca del Mediterraneo" è conseguenza di un uso assolutamente vigile e responsabile delle risorse umane e finanziarie disponibili sul territorio, che si è giovato - per virtuosa risposta - di iniziative puntuali e di crescente interesse messe in campo da una Biblioteca che sempre di più è divenuta ciò che ogni centro di cultura dev'essere: un luogo di conservazione del sapere e di produzione di conoscenza e informazione. Mi riferisco, per priorità cronologica, alle iniziative agite in collaborazione con l'Istituto pugliese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea e ai dodici workshop annuali nazionali (un record di puntualità organizzativa e di durata nel tempo) sulle tematiche della biblioteconomia connessa alle problematiche della Pubblica Amministrazione: un'occasione convegnistica che è divenuta un punto di riferimento imprescindibile per tutta la comunità degli addetti ai lavori sul territorio nazionale e che anche quest'anno si appresta ad essere celebrata nel mese di giugno, con partecipazioni, come al solito, internazionali. Negli ultimi anni, poi, si sono aggiunte ulteriori occasioni di costruzione culturale, con particolare riferimento alla ricerca sulla storia della tradizione teatrale, cinematografica e musicale della nostra Regione, organizzata per fasi di lavoro annuale culminate ciascuna con la pubblicazione di utilissimi volumi, curati da esperti interni ed esterni alla Biblioteca stessa. Tralascio le pur importanti collaborazioni con l'Università di Bari, nella quale mi onoro di insegnare, e i cicli di presentazione di volumi dedicati all'identità culturale pugliese e i progetti di interrelazione culturale con l'Albania, con la Grecia e con la locale, "difficile" comunità cinese. Una tale quantità di intelligenze e competenze messe in movimento vedrebbe in una sia pur temporanea sospensione delle attività di "Teca del Mediterraneo" il rischio non solo della mortificazione delle proprie aspirazioni ai riconoscimenti morali, ma persino il pericolo concreto dell'interruzione di una lunga esperienza, con la connessa perdita, ancora una volta, di posti di lavoro. Eppure al dott. Morgese e agli operatori della Biblioteca del Consiglio regionale la comunità dei lettori e dei cittadini di Bari e della Puglia deve molto: in tempi di decadenza morale, come scriveva Marguerite Yourcenar, costruire biblioteche è come riempire i granai della coscienza.

