I Workshop di Teca: l'edizione 2009
"La memoria: potenza del futuro biblioteche, archivi, musei, collezionisti privati protagonisti nell'unire il tempo"
L'12ª edizione del workshop, dal titolo "La memoria: potenza del futuro biblioteche, archivi, musei, collezionisti privati protagonisti nell’unire il tempo", si terrà a Bari il 26 e 27 giugno 2009, presso l'Hotel Villa Romanazzi Carducci.
L'iscrizione al Workshop è gratuita e può essere effettuata entro le ore 18.00 del 22 giugno tramite modulo on-line oppure inviando la scheda d'iscrizione via fax al numero 0805402775.
Il programma definitivo è scaricabile qui di seguito in formato PDF:
Programma del Workshop 2009
Workshop 2009 English Program
Le relazioni e gli interventi
sono disponibili su questa pagina.
I temi dell'edizione 2009
Quest’anno il tradizionale workshop di Teca del Mediterraneo intende indagare le relazioni virtuose che la costruzione documentale della “memoria” può attivare fra passato, presente e futuro, contribuendo a saldare in modo olistico la filiera del “tempo”, inteso come vettore o “medium” degli eventi e delle evidenze che strutturano/alimentano – massimamente con ricadute identitarie, pur nello scenario globalizzato - la storia della terra. Tutto ciò chiama un segmento importante delle organizzazioni depositarie del “knowledge” (biblioteche e centri di documentazione, archivi, musei, collezionisti privati) ad una maggiore presa di coscienza e ad un impegno concorrente, corroborati da moderni apparati di natura tecnologica e da capacità e “know-how” strategico-progettuali. In questo senso, la “memoria” – declinata come funzione che facilita il deposito/trattamento di documenti funzionalizzato alla conservazione e trasmissione del sapere - diviene una vera e propria potenza, da utilizzare soprattutto nella prospettiva del futuro, dato che è questo il segmento del tempo che massimamente interessa i popoli e, attraverso essi, il destino dei patrimoni culturali della terra.Entro questo quadro, il workshop di Teca discute anche e soprattutto di “scatole degli attrezzi” della professione di biblio-documentalista, vale a dire delle tecniche, dei metodi, delle pratiche innovative di organizzazione del “knowledge” (conoscenza), ponendo l’accento sulla dimensione “multiculturale” e nel contempo “identitaria” che anche la professione del biblio-documentalista deve cominciare a conquistare.

